Pronomi

Pronomi

I pronomi sono elementi fondamentali del discorso. Sono usati ogni giorno e impararli è fondamentale. Li sto usando proprio adesso! Spesso però ricordarli e usarli non è facile. Oggi impariamo cosa fare. I pronomi sono nostri amici, non temeteli! Per chi parla tedesco, nella tabella, ci sono dei piccoli trucchi per aiutarvi a ricordarli.

Pronome diretto atono

I pronomi sostituiscono i sostantivi già usati. Facciamo un esempio:

Compro il pane e poi mangio il pane.

La grammatica è corretta… ma chi parla così? Nessuno. Per non ripetere pane usiamo un pronome, in questo caso lo.

Compro il pane e poi lo mangio.

Ci sono tre cose da ricordare:

  1. il pronome si trova prima del verbo;
  2. il pronome è diretto atono.
  3. il pronome, in questo caso, è la terza persona singolare maschile: il pane (sostantivo maschile singolare).

Perché il pronome è diretto atono? Facciamo un’analisi.

Mangio il pane = io (soggetto sottointeso) + mangio (verbo) + che cosa? il pane (complemento oggetto).

Come detto prima, chi parla tedesco ha un vantaggio, il tedesco in questo caso usa l’accusativo. Se non compro il pane (maschile singolare) ma compro la pasta (femminile singolare), cosa succede? Niente di speciale, usiamo il pronome femminile singolare. Stesse regole per il plurale.

Compro la pasta e poi mangio la pasta. ———–> Compro la pasta e poi la mangio.
Compro le fragole e poi mangio le fragole. ———–> Compro le fragole e poi le mangio.
Piccolo trucco: gli articoli femminili (singolare e plurale) sono uguali al pronome!

Pronomi indiretti atoni

Passiamo ai pronomi indiretti atoni. I pronomi indiretti atoni hanno un’altra versione: i pronomi indiretti tonici, ma li vedremo un’altra volta. Per chi parla tedesco sono i dativi e rispondono alla domanda wem?, in italiano a chi?. Un esempio:

Hans è in vacanza in Italia e la sua ragazza è in Germania. Lui le scrive una cartolina.

A chi scrive Hans? Alla sua ragazza. ——-> Le scrive una cartolina.

Non dimenticate: in italiano abbiamo bisogno della preposizione a!

Anche qui il pronome si trova prima del verbo.

Verbi riflessivi

Passiamo ora ai verbi riflessivi.

Partiamo da un esempio: svegliare – svegliarsi.
Un verbo riflessivo termina con -rsi. La differenza tra svegliare e svegliarsi è su chi ricade l’azione. Difficile? No.

Maria sveglia Ugo. 
Maria si sveglia.
Nel primo caso, Maria va da Ugo, che dorme, e lo sveglia; nel secondo caso Maria si sveglia da sola.

Un altro esempio:

Il parrucchiere pettina Maria.
Maria si pettina.
Nel primo caso c’è una persona che pettina un’altra persona; nel secondo caso Maria pettina sé stessa.

Come si coniuga? Come sempre aggiungendo il pronome prima del verbo.

Svegliare: sveglio, svegli, sveglia…
Svegliarsi: mi sveglio, ti svegli, si sveglia…

Nella tabella qui sotto trovate una tabella riassuntiva.

 

Spero che queste basi vi aiutino. C’è sempre tantissimo da imparare e approfondire. Per ora possiamo partire da qui e ricordare questi schemi.
Buono studio!